L’ODISSEA VERDE

Le onde si agitano nel subbuglio incauto dei nostri passi. E’ un oceano interiore di dolci inquietudini, di sacre passioni. Un mare verde, che muove la valle, nelle ombre di un cielo mutante. La nave carica di sogni osserva la linea dell’orizzonte.

Antonello, come Ulisse, allarga le braccia e si lancia. La necessità di andare oltre è incombente. Bisogna imitare il cielo, essere mutanti e sempre uguali. E lasciata galleggiare la carena nell’aria, il viaggio inizia in una terra fertile, ma insidiosa. Solo i sognatori, i visionari si gettano nel folle volo solcando la terra. La campagna è un mare di bontà.

Un’odissea verde. Un’avventura solo per i più virtuosi e coraggiosi. Arriva la tempesta, le colline sono enormi corpi d’acqua, che travolgono tutto ciò che è umano. La natura vince, s’impossessa anche dello sguardo, è lo sguardo. E’ difficile navigare nella terra, dura e testarda. Polvere dell’infinito. Antonello, ostinato, afferra il tormento di questo mare e lo trasforma in gioia e piacere. La battaglia è appena iniziata e non finirà mai.

La campagna è un eterno ritorno di sacrificio e mistero. Un luogo vivo, in continuo movimento. Eppure tutto è fermo. Ogni fenditura è un rigagnolo senza spazio e senza tempo. Un urlo. L’oceano verde che si disperde nell’interiora degli Appennini. Antonello sulla prua della sua nave di sogni, spavaldo attende il muro di verde. In attesa di essere travolto dall’impeto bucolico. Galleggiano i paesi sulla china di questo mare, inondati dal piacere della natura. Antonello non è mai partito eppure è andato lontano.

Ha viaggiato in questo Nettuno di creta, argilla e stelle. Solo lui, ad ogni ritorno, rivela i segreti. L’oracolo della campagna, divinità della forza della natura, ne ricostruisce le trame, tra piatti e posate. Ogni sorriso ad ogni boccone è la manifestazione della sua visione. L’incarnarsi dell’oltre. Antonello ancora una volta, sempre inquieto, si gira verso l’oceano delle sue campagne selvagge. I piatti si agitano ed ordinati, si dispongono sul sentiero che porta alla nostra meraviglia.

La tavola trema di emozione. L’odissea verde riparte. Antonello è fermo. Il viaggio è a tavola. Selvaggio ed orgoglio frutto di antichi futuri.

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